fbpx

Sostenibiltà: quali sfide per l’industria del food & beverage?

Sostenibilità: quali sfide per l’industria del food & beverage?

Sostenibilità

 

Quali sono le sfide in termini di sostenibilità per l’industria del food & beverage ? Come si sta muovendo l’industria italiana e internazionale in tal senso? Quali iniziative e progetti sta implementando il settore? Quali i fattori decisivi, le priorità e le principali criticità?

Lo ha indagato Quantis nel report “Recipe for Transformation”.

Lo studio ha raccolto le prospettive e le valutazioni di oltre 600 manager di primo livello di grandi aziende, in Italia e all’estero, che lavorano in diversi dipartimenti aziendali. Dal retail al commercio all’ingrosso, dal consumer packaged good alle materie prime.

Il lavoro di eos comunica sulla stampa

I risultati mostrano un quadro complesso che eos comunica, in supporto a Quantis, ha raccontato in un comunicato stampa. Le principali evidenze sono state riprese sia dalla stampa nazionale come Ansa, Repubblica e La Stampa, sia dalla stampa di settore: ne hanno parlato, tra gli altri, Esg360, Agrifood.tech, EticaNews e The Map Report.

Alcune evidenze della ricerca

Dal report emerge un generale ottimismo tra i manager sul raggiungimento degli obiettivi ambientali entro il 2030: ne è convinto il 76% degli intervistati, una percentuale che, in Italia, sale fino all’87%.

In termini di priorità, la maggior parte dei partecipanti ha indicato il packaging più sostenibile come la principale. Lo afferma il 67% in Italia e il 62% a livello globale. Al secondo posto c’è la necessità di ridurre lo spreco alimentare e la quantità di rifiuti prodotti, una priorità per il 57% dei manager internazionali e per il 53% di quelli italiani.

 

Rimangono sfide significative nel processo di transizione verso la sostenibilità. La complessità della supply chain rappresenta un ostacolo per il 37% degli intervistati in Italia, percentuale che sale al 42% a livello globale. Allo stesso modo, gli investimenti necessari rimangono un tema aperto, all’interno dei diversi dipartimenti aziendali in relazione ai propri budget di spesa, anche considerando che, mediamente, la quota del bilancio annuale destinata ad investimenti per la riduzione degli impatti ambientali è a solo il 12,5% su scala globale.

 

Read More

DesignWeek a Milano: una notte in hotel costa anche il 320% in più

DesignWeek a Milano: una notte in hotel costa anche il 320% in più

cersdesignweekdesignweek

cers

La settimana della DesignWeek, ormai alle porte, è tra le più vivaci dell’anno e porta a Milano migliaia di visitatori. È però anche una delle settimane in cui è più difficile trovare posto nelle strutture ricettive e i prezzi salgono alle stelle.

designweekÈ così anche quest’anno? La start up Maiora Solutions, attraverso il proprio tool di intelligenza artificiale, ha analizzato i prezzi medi per un soggiorno negli hotel, B&B e appartamenti di Milano e la relativa disponibilità. I risultati sono stati confrontati con la settimana precedente e quella successiva alla DesignWeek.

eos comunica ha raccolto i dati e li ha raccontati in un comunicato stampa che fotografa lo stato dell’arte. I dati emersi hanno  suscitato l’interesse della stampa milanese: qui, ad esempio, gli articoli di Repubblica e Il Giorno, Corriere della sera e Avvenire.

    

Le principali evidenze? Come si può immaginare i prezzi schizzano alle stelle durante i giorni del Salone.  Una notte in hotel arriva a costare anche il 320% in più rispetto alla settimana precedente. Parliamo, a livello percentuale, di un aumento a tripla cifra, rispettivamente: +260% in un 2 stelle, +320% in un 3 stelle, +270% in un 4 stelle e +290% in 5 stelle.

Nella settimana che anticipa l’inizio del Salone , invece, una notte a Milano costa mediamente molto meno: 135 euro in un 2 stelle153 euro per un 3 stelle246 euro per un 4 stelle e 424 euro per un hotel 5 stelle.

“Ci aspettavamo, come ogni anno, un aumento del prezzo medio a notte durante la Design Week – commenta Andrea Torassa, co founder di Maiora Solutions. “L’analisi del campione a confronto ha individuato  picchi che hanno superato addirittura il +400% per hotel a 3 e 4 stelle. Ci ha sorpreso, invece, la disponibilità tutto sommato piuttosto ampia che ancora si trova nei giorni del Salone: un’evidenza che potrebbe anche essere riconducibile ai costi davvero alti di soggiorno”.

 

 

Read More

Legambiente e Met Group promuovono il 1° Premio dedicato alle ‘C.E.R.S.’

Legambiente e Met Group promuovono il 1° Premio dedicato alle Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali

cers

 

Legambiente e Met Group promuovono il 1° Premio Comunità Energetiche Rinnovabili e Solidali, note con l’acronimo di C.E.R.S.

COSA SONO LE COMUNITÀ ENERGETICHE RINNOVABILI?  

Le comunità energetiche rinnovabili sono associazioni di cittadini, attività, pubbliche amministrazioni, PMI che si uniscono per produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo? Generare energia verde a costi vantaggiosi, ridurre le emissioni di CO2 e lo spreco energetico. Ne avevamo parlato qui.

cers

IN COSA CONSISTE IL PREMIO?

È la I edizione e a promuoverlo sono Legambiente, in collaborazione con MET Group, attraverso la propria divisione sulle energie rinnovabili MET Green Assets e la filiale italiana MET Energia Italia. La Nuova Ecologia, Quotidiano Energia e Alleanza contro la Povertà Energetica, sono le testate coinvolte come media partner.

Requisito indispensabile per poter partecipare è che le CERS abbiano all’interno del progetto un soggetto del terzo settore incluso nel progetto in realizzazione.

Quello del premio è un progetto nuovo, che il gruppo energetico europeo di cui seguiamo le relazioni con la stampa per la filiale italiana, sta realizzando nelle sue principali sedi europee. È di questi giorni il coordinamento delle prime attività di comunicazione.

LA GENESI DEL PREMIO 

La genesi di questo Premio è di alcuni mesi fa. Una prima fase di indagine ha richiesto la scelta del miglior partner possibile con cui realizzarlo. Da qui il coinvolgimento di Legambiente, l’associazione più autorevole e maggiormente impegnata nella valorizzazione delle comunità energetiche in Italia.

Con il gruppo di lavoro di Legambiente e di MET Group, il team di eos comunica ha sviluppato il format del premio, definito  le modalità di premiazione, la giuria che sceglierà i progetti migliori e le attività di media relations.

Il primo comunicato congiunto tra MET Group e Legambiente è stato appena diffuso, con i dettagli dedicati alle CERS che vogliono candidarsi: c’è tempo fino al 5 maggio, dal sito di Legambiente. La notizia è stata ripresa sulle testate di settore come The Map Report, o Quotidiano Energia .

Prossimamente una giuria – composta da giornalisti, esperti ed associazioni di settore, oltre agli organizzatori del premio – sarà chiamata a valutare i progetti e scegliere i 5 più meritevoli: a Roma, il prossimo 23 maggio, 3 premi saranno assegnati alle migliori C.E.R.S. già realizzate e 2 a quelle in fase di progettazione.

Nei prossimi mesi ci saranno novità, continuate a seguirci!

 

 

Read More

Accesso all’acqua: i dati di un’emergenza globale nel nuovo Atlante di WeWorld

Accesso all’acqua: i dati di un’emergenza globale nel nuovo Atlante di WeWorld 

 

FLOWINFG FUTURES  

Accesso all’acqua: un’ emergenza che riguarda più di 2 miliardi di persone nel mondo e 7 milioni di italiani. Sono questi alcuni dati dal nuovo Atlante di WeWorld dal titolo Flowing Futures’.

Il documento, che si struttura attraverso focus verticali e diverse schede-Paese, individua le principali aree dove le risorse d’acqua sono limitate soprattutto a causa del cambiamento climatico. Tra le aree con stress idrico “critico” il Medio Oriente (Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Israele, Giordania, Siria) e il Nord Africa (Egitto, Algeria, Libia).

 

Non avere accesso ad una risorsa vitale come l’acqua porta, inevitabilmente, a ripercussioni e conseguenze per i diritti umani. Ma vediamo alcune evidenze dall’Atlante di WeWord onlus.

ACQUA ED EMERGENZE GLOBALI: 

  • L’acqua potabile contaminata microbiologicamente può trasmettere malattie come diarrea, colera, dissenteria, tifo. Queste malattie sono una minaccia, in particolare dei bambini. A livello globale, 1,5 miliardi di persone non dispongono di servizi igienico-sanitari adeguati: questa carenza è responsabile di circa il 90% dei casi di diarrea, la seconda causa di mortalità nei bambini sotto i cinque anni
  • Quello dell’acqua è anche un tema di genere: ben 500 milioni di donne, nel mondo, non hanno accesso a strutture e prodotti per gestire le mestruazioni
  • Il diritto dei bambini alla salute, all’istruzione e allo sviluppo è gravemente compromesso dalla mancanza di accesso all’acqua, a strutture igienico-sanitarie adeguate e a prodotti per l’igiene. Nel 2021, 3 scuole su 10 in tutto il mondo non disponevano di servizi idrici di base
  • Nel 2022, più di 1 miliardo di persone nelle zone rurali non avevano accesso all’acqua e ai servizi igienico-sanitari  nelle proprie case
  • I cambiamenti climatici riducono la disponibilità di acqua potabile sicura e amplificano il rischio di malattie causate dalla sua contaminazione. Eventi meteorologici estremi legati all’acqua hanno causato 11.778 disastri segnalati tra il 1970 e il 2021, con più di 2 milioni di morti e 4,3 trilioni di dollari di perdite economiche.

 

E IN ITALIA?

Sebbene il nostro paese sia all’11° posto nella categoria dell’Indice mondiale che misura l’accesso dei Paesi all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari, esistono diverse sfide legate alla gestione dell’acqua:

  • La quantità di acqua dispersa nella rete è considerevole, 157 litri per abitante al giorno. Si tratta di una quantità che coprirebbe il fabbisogno idrico di oltre 43 milioni di persone per un intero anno.
  • Quasi 7 milioni di persone non sono collegate alla rete fognaria pubblica. Il servizio è assente in 40 comuni con 386.000 residenti, soprattutto in Sicilia.
  • Nel 2022 il 9,7% delle famiglie (quasi 2,5 milioni di persone) ha lamentato irregolarità nel servizio di approvvigionamento idrico; circa il 70% al Sud, soprattutto in Calabria e Sicilia.
  • Il servizio pubblico di depurazione delle acque reflue urbane è assente in 296 comuni. Il 67,9% di questi comuni si trova al Sud, soprattutto in Sicilia, Calabria e Campania: qui gli impianti sono inattivi perché sotto sequestro, in fase di ammodernamento o di costruzione.

A noi di eos comunica , da anni ufficio stampa di WeWorld Onlus, il compito di comunicare alla stampa di questo importante documento.

In occasione della giornata mondiale dell’ACQUA che si celebra venerdì 22 marzo, Pianeta2030 del Corriere della Sera ne ha anticipato, con un anteprima, alcuni contenuti, e Vanity Fair, nell’articolo di Chiara Pizzimenti ha sottolineato come e perché ‘il diritto all’acqua è fondamentale per proteggere i diritti umani‘.

acqua

Read More

Ufficio stampa, content e social: come promuovere il White Paper Repower

Ufficio stampa, content e social: la promozione del White Paper di Repower

 

Ufficio stampa, content e social media marketing: al via la promozione eos comunica per il nuovo White Paper di Repower.

Ogni anno Repower Italia edita il suo studio dedicato a  “La mobilità sostenibile e i veicoli elettrici” , un documento che fa il punto sul settore della mobilità elettrica a livello mondiale. Come? Attraverso dati, previsioni, analisi di trend, innovazioni, casi virtuosi e le immancabili fake news. Quella offerta dal White Paper è una visione d’insieme del panorama italiano, europeo e mondiale della mobilità verde: una guida per orientarsi nel complesso e articolato mondo della mobilità sostenibile.

A noi di eos comunica il compito di occuparci della promozione di  questo documento maturo, giunto alla sua ottava edizione.

Ma andiamo con ordine e partiamo dai dati.

MOBILITA ELETTRICA: DOVE SIAMO IN ITALIA 

Tante le evidenze contenute nel White Paper. Per una lettura approfondita e integrale vi rimandiamo all’esaustivo portale dedicato. Intanto ecco qualche highlight interessante.

Il mercato dell’elettrico nel 2023 ha registrato segnali positivi, con oltre 66 mila nuove immatricolazioni di auto elettriche pure (le cosiddette BEV) e un incremento pari a oltre 35% rispetto al 2022. Nonostante ciò il gap con l’Europa resta evidente.

Nei Paesi dell’UE la quota di mercato di tutti i veicoli BEV lo scorso anno ha raggiunto il 14,6%. E in Italia? Nel nostro Paese la quota delle full elettric si ferma al 4,2%, pari a meno di un terzo del resto del continente. Una differenza notevole che per Fabio Bocchiola, Amministratore Delegato di Repower, è indicativa. “Ci siamo lasciati alle spalle un anno caratterizzato da luci e ombre, con alcuni settori che sono andati avanti a passo sostenuto, come le infrastrutture di ricarica, e altri meno, come le vendite di auto a zero emissioni in Italia. Il panorama generale della mobilità sostenibile è in costante evoluzione vista la velocità con cui cambiano tecnologie e le soluzioni per gli utenti”.

È proprio la rete di infrastrutture di ricarica a segnare, almeno, un trend particolarmente positivo. Secondo una rilevazione di Motus-E alla fine del 2023, il numero dei punti di ricarica ad accesso pubblico è aumentato del +38% rispetto al 2022, per un totale di 50.678 i punti di ricarica installati. Il Nord d’Italia la fa, inevitabilmente, da padrona concentrando oltre la metà dei punti di ricarica (il 58%). Il Centro con il 22% e il Sud e isole con il 20% si dividono il resto.

GLI STRUMENTI DI PROMOZIONE MESSI IN CAMPO 

Gli strumenti messi in campo per la promozione del White Paper sono stati tre. Parliamo di ufficio stampa,  social media marketing e contenuti.

Per quanto riguarda l’ufficio stampa, dopo aver selezionato i contenuti più significativi in un comunicato stampa ricco di informazioni, lo abbiamo distribuito alla stampa, nazionale e di settore.

Sara Deganello, per il Sole 24 Ore, ha visionato il documento in anteprima, dando ampio spazio al White Paper sulla versione on line del quotidiano, intervistando anche il CEO Bocchiola.

Un lavoro congiunto del team dedicato a social media marketing e content ha prodotto, invece, un piano editoriale corposo della durata di oltre due mesi che graviterà sul portale HomoMobilis , dedicato in maniera più trasversale alla mobilità sostenibile.

Sul magazine verranno prodotti una serie di articoli di approfondimento, dedicati ai diversi capitoli del White Paper, volti a  fotografare e analizzare ogni tendenza.

Sui social annessi – FBIG, X –  i contenuti saranno declinati in card, quiz, sondaggi e attività di paid promotion. L’obiettivo? Creare engagement e a far conoscere al pubblico appassionato di mobilità sostenibile, e non solo, un documento ricco di dati, curiosità e spunti di riflessione interessanti.

 

Read More

L’AM Patrizia investe nell’illuminazione intelligente italiana: a comunicarlo noi di eos comunica

L’AM Patrizia investe nell’illuminazione intelligente italiana: a comunicarlo noi di eos comunica

 

Patrizia investe nell’illuminazione intelligente di Atlantico con un deal di 100 milioni di euro. A comunicarlo alla stampa noi di eos comunica

Ma andiamo con ordine.

CHI È PATRIZIA

Patrizia è una  società di investimento internazionale che gestisce oltre 57 miliardi di asset infrastrutturali e immobiliari in tutto il mondo. Da tempo l’asset manager sta realizzando operazioni di m&a anche in Italia. Il lavoro di comunicare queste investimenti alla stampa italiana fa capo a noi di eos comunica, da ormai oltre due anni. È di questi giorni una nuova, importante operazione, che completa un programma di investimenti in Italia nel settore dell’illuminazione pubblica intelligente: l’acquisizione dell’85% di Atlantico.

CHI È ATLANTICO

Atlantico è il terzo operatore indipendente italiano per numero di punti luce gestiti. Fondata nel 2012, vanta una capillare presenza nel Nord Italia: oltre all’illuminazione pubblica, dispone di attività specializzate nell’efficientamento energetico degli edifici pubblici, nel project financing per appalti di società di servizi energetici e nello sviluppo di progetti fotovoltaici.

IL VALORE DEL DEAL

L’operazione è molto rilevante: parliamo di quasi 100 milioni di euro, che consolida ulteriormente la quota di mercato di PATRIZIA nel settore dell’illuminazione pubblica intelligente in Italia, con un impegno combinato di 260 milioni di euro che comprende anche gli investimenti in Ottima (ne parlavamo QUI) e Selettra nel 2022.

Tale portafoglio rappresenta oggi il secondo operatore indipendente di illuminazione pubblica in Italia per numero di punti luce gestiti in 200 comuni, con il potenziale per gestire fino a un milione di punti luce entro i prossimi cinque anni e diventare un top player nazionale.

IL LAVORO DELL’ UFFICIO STAMPA

Ma come comunicare un deal di questo tipo alla stampa? Sicuramente attraverso il comunicato stampa, che abbiamo costruito attraverso la definizione dei aspetti più di interesse per questa tipologia di notizie: dati, cifre di investimento, fotografia di un settore.

Tuttavia, la definizione di un’anteprima con un quotidiano – quando la notizia che si comunica ha la forza di reggerla – permette di impreziosire le attività di media relations e garantire al cliente una visibilità maggiore.

Da qui, la scelta, concordata con Patrizia, di proporre l’anteprima al quotidiano economico finanziario Milano Finanza, e in particolare al giornalista Nicola Carosielli, che segue questa tipologia di operazioni e che ha intervistato il manager italiano di che ha seguito il deal, Matteo Andreoletti, Head of Infrastructure Equity, Europe and North America.

I PLUS DI UNA NEWS DATA IN ANTEPRIMA

Le anteprime hanno grandi plus. Uscendo dallo schema del comunicato stampa, con le anticipazioni, è possibile approfondire le news, spiegandole e commentandole. E così è stato in questo caso: la notizia del deal è entrata automaticamente nelle principali rassegne stampa relative al mondo delle imprese. Non solo. La scelta di un quotidiano nazionale come primo interlocutore ha permesso di raggiungere un pubblico di lettori “interessati” a questa tipologia di news.

LA DIVULGAZIONE AGLI ALTRI MEDIA

A seguito del lavoro mirato con la testata che ha avuto prima di tutti gli altri la notizia, l’attività dell’ufficio stampa procede poi, regolare, come sempre, attraverso la distribuzione del comunicato stampa a tutte le altre testate interessate. In questo caso quelle economico finanziarie, di settore e anche locali (Atlantico è un’impresa veneta). Il risultato di queste attività? Una rassegna eterogenea da Borsa Italiana, a Finance community, da RequadroVeneziepost.

Read More

Intelligenza Artificiale generativa ed etica: FairMind nuovo cliente in eos comunica 

IA generativa ed etica: FairMind nuovo cliente in eos comunica

FairMind entra in eos comunica.

Nata per supportare le aziende nella gestione degli investimenti in Ricerca e Sviluppo sull’Intelligenza Artificiale Generativa in modo etico e responsabile, FairMind si è affidata ad eos comunica per le attività di media relation e ufficio stampa.

Vi raccontiamo più nel dettaglio chi è e cosa fa FairMind.

COS’È FAIRMIND

Si tratta di una start up che offre servizi di consulenza avanzata per progetti di ricerca e sviluppo basati su tecnologie di Intelligenza Artificiale Generativa.

La sua mission è quella di guidare l’innovazione sostenibile nell’intelligenza artificiale attraverso l’applicazione di algoritmi avanzati.

Le persone e la loro corretta preparazione restano tuttavia centrali. L’approccio di FairMind, infatti, riserva un’attenzione particolare al tema etico. Come? Supportando le aziende nello sviluppo di modelli che migliorano la qualità della vita e contribuiscono alla sostenibilità attraverso l’uso responsabile dell’Intelligenza Artificiale Generativa.

Questo obiettivo viene raggiunto attraverso lo sviluppo di soluzioni innovative, attente ai valori sociali e ambientali, e all’avanguardia dal punto di vista tecnologico.

 

 

I SERVIZI ALLE AZIENDE 

Tra i servizi che FairMind propone alle aziende ci sono, per esempio, la consulenza tecnologica e governance dell’IA per integrarla nelle operazioni aziendali, assistenza nel disegno e nella ingegnerizzazione di Minimum Viable Products (MVP) basati sull’IA generativa. Grande spazio anche alla Formazione: sia di base per approfondire le competenze generali sull’IA sia più avanzata per sviluppatori e ingegneri.

I FONDATORI

FairMind è stata creata da un insieme di esperti di innovazione tecnologica con anni di esperienza nel mondo dell’Intelligenza artificiale e della consulenza. Alexio Cassani, ne è l’AD e co-fondatore insieme a Matteo Siciliani e Luca D’Aprile. Ad affiancarli un comitato etico formato da Enrico Panai, eticista dell’Intelligenza Artificiale ed esperto in interazione uomo-informazione e Marianna Ganapini, assistant professor presso il Dipartimento di Filosofia dell’Union College (NY).

LE DICHIARAZIONI: 

FairMind : “L’intelligenza artificiale generativa, nell’ultimo anno, è entrata nelle nostre vite in maniera sempre più preponderante. Si tratta di una tecnologia in rapida evoluzione che deve essere accompagnata da un profondo senso di responsabilità sociale nel suo utilizzo. così che il suo impatto sia positivo e sostenibile per la società – ha dichiarato Alexio Cassani – Per questo abbiamo costituito FairMind come una società benefit, dedicata non solo allo sviluppo di tecnologia proprietaria, ma anche all’impiego di risorse per progetti e iniziative che generino un significativo impatto sociale e ambientale”.

eos comunica: “Siamo da tempo entrati in contatto con il mondo della Generative AI, che ci ha da subito incuriosito e appassionato data la velocità con cui sta modificando sia il mondo dell’imprenditoria italiana che quello delle pubbliche relazioni e della comunicazione – commentano Daniela Mase e Paolo Monti, founder di eos comunica – Lavorare con una realtà innovativa come FairMind ci dà la possibilità di confrontarci con uno scenario in evoluzione, ricco di opportunità per noi e per i nostri clienti, attuali e potenziali. Addentrarci nei temi della contemporaneità e dell’imminente futuro è fondamentale, se non necessario, per continuare a essere competitivi sul mercato”.

L’ATTIVITÀ DI UFFICIO STAMPA 

Il lancio della prima comunicazione alla stampa di settore è stato seguito con grande interesse.

Qui una selezione di alcuni articoli usciti su: TouchPoint.news , Dealflower, ItaliaEconomy, AdcGroup.

 

Read More

Giornata Mondiale della Pizza: dove conviene mangiarla a Milano?

 

Giornata mondiale della pizza: dove conviene mangiarla a Milano?

 

Si celebra oggi, 17 gennaio, la Giornata mondiale della pizza, il World Pizza Day.

Ma qual è il quartiere dove conviene mangiarla a Milano?

Risponde alla domanda, Maiora Solutions, startup che da anni seguiamo per le attività di ufficio stampa,

Specializzati nello sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale e analisi dei dati, i professionisti di Maiora hanno indagato dove conviene degustare uno dei cibi più amati dagli italiani (e non solo), in una delle città più care del Paese.

Come lo hanno fatto? Attraverso Resmart, il primo strumento di intelligenza aumentata dedicato al mondo della ristorazione. Analizzando i delivery menù di oltre 100 pizzerie milanesi, nei 10 quartieri cittadini, Resmart ha fotografato la città e valutato in quali zone i prezzi sono più vantaggiosi, confrontandoli con i dati del biennio precedente.

L’INDAGINE

Dallo studio emerge che nel 2023 il costo medio di una pizza margherita a Milano è stato pari a circa 7,80 euro. Parliamo di un prezzo che è cresciuto del 13% rispetto al 2022, quando lo stesso piatto costava 6,90 euro, e del 16% rispetto al 2021 (pari 6,70 euro).

I quartieri oggi più cari sono il Centro, dove la margherita costa mediamente 9,40 euro e l’area di Porta Romana-Cadore-Montenero dove il prezzo è pari a 9,20 euro.

Dove si spende meno invece? Vincono a mani bassa i quartieri di Famagosta-Barona e Ghisolfa-Cenisio dove bastano 6,00 euro, in media, per la stessa pizza.

LE VARIAZIONI DI PREZZO PIU’ SIGNIFICATIVE 

Le variazioni di prezzo, dal 2021 al 2023, mostrano aumenti considerevoli. In Centro, il caro-pizza ha registrato quest’anno il +42% rispetto al 2022, mentre nell’area Arco della Pace-Arena-Pagano la crescita è stata pari al +35%. Si tratta di incrementi notevoli, che però si riducono se ci si allontana dal centro cittadino. Nei quartieri di San Vittore-Ticinese, Porta Romana-Cadore-Montenero, Ripamonti-Vigentino e Amendola-Buonarroti-City Life i prezzi sono sì aumentati tra il 2022 e il 2023, ma l’incremento è risultato compreso in una forbice del +10% e +16%.

In particolare, per una margherita ad Amendola-Buonarroti-City Life servono oggi, mediamente, 8,70 euro; prezzo che scende sensibilmente a San Vittore-Ticinese (8,50 euro) e in maniera più sostenuta nelle zone di Porta Romana-Cadore-Montenero, Ripamonti-Vigentino, dove bastano 6,90 euro per la stessa pizza.

Spostandosi nell’area Navigli-Bocconi, il costo medio della margherita nel 2023 è cresciuto dell’8% rispetto al 2022 e oggi si ferma a 7,80 euro. Tuttavia, l’aumento è ben più rilevante se si compara il prezzo corrente con quello del 2021: in questo caso la crescita tocca il +27%.

Una fotografia che cambia nei quartieri Solari-Washington, Famagosta-Barona e Ghisolfa-Cenisio, dove i prezzi tra il 2022 e il 2023 sono rimasti stabili, e oggi offrono anche la pizza margherita più economica della città: il costo medio, infatti, oscilla tra i 6 euro e i 6,5 euro.

Fonte: Maiora Solutions

L’ATTIVITÀ DI UFFICIO STAMPA 

L’indagine di Maiora offre alla stampa dati, numeri e confronti: elementi molto ‘ghiotti’ per i giornalisti perché in grado di fotografare un fenomeno e darne una evidenza molto chiara.

In questi giorni abbiamo inviato un comunicato stampa che ripercorre proprio i punti più salienti dello studio: ecco alcuni degli articoli usciti su Il Giorno, Scatti di gusto  e FoodAffairs. 

Read More

A novembre (ma non solo) parliamo di diritti e parità di genere

A novembre (ma non solo) parliamo di diritti e parità di genere

 

In eos comunica è sempre il momento di parlare di diritti e parità di genere. Ma questo novembre abbiamo sentito ancora di più il bisogno di discuterne, lavorarci, e sostenere chi si batte tutti i giorni per un mondo più “giusto”. E insieme a WeWorld abbiamo parlato di violenza economica.

A NOVEMBRE SI PARLA DI PARITA’ DI GENERE 

Stiamo vivendo tutti sulla nostra pelle il dolore per i fatti di cronaca che stanno costellando questa fine di anno: dalla terribile vicenda del femminicidio di Giulia Cecchettin, alle violenze subite da altre due donne nei giorni successivi, a Como e a Milano. Secondo i dati del Viminale  dal 1° gennaio e il 12 novembre 2023 si sono registrati 285 omicidi. 

Sapete quanti di questi sono donne?

Al 23 novembre ben 106. In contesti familiari o affettivi, sono 82 donne le donne uccise per una percentuale pari al 65,6%. Due su tre, per semplificare. E se guardiamo i casi in cui l’assassino è il partner o l’ex partner, sono 58 le vittime di omicidio, 53 delle quali sono donne: si sale al 91,4%

Anche a seguito di questa situazione a dir poco drammatica, il mondo degli attivisti, della stampa e delle femministe è sceso in piazza, per fare rumore, come ha chiesto la sorella di Giulia. E forse qualcosa si sta muovendo, anche se non proprio nel senso che si sperava: il Parlamento ha infatti accelerato nel disegno di legge contro la violenza di genere, che ha ottenuto la fiducia alla Camera. Rafforzamento delle misure contro la violenza come il Codice Rosso e introduzione di progetti nelle scuole che hanno sollevato molte polemiche, e che portano al necessario intervento da parte del mondo no profit e dell’associazionismo, di cui fa parte WeWorld.

IL REPORT DI WE WORLD E IPSOS SULLA VIOLENZA DOMESTICA

Proprio in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne di sabato 25 novembre WeWorld ha pubblicato il reportCiò che è tuo è mio”, dedicato alla violenza economica contro le donne in Italia, realizzato con Ipsos. Qui è possibile leggere la versione integrale, che abbiamo veicolato alla stampa portando all’attenzione del mondo dei giornalisti, degli attivisti e degli influencer numeri e prospettive.

Ne sono scaturiti diversi articoli interessanti, come quelli sul Sole 24 Ore, su La Stampa e su Il Fatto Quotidiano,  Vanity Fair , Huffington Post e Famiglia Cristiana

I dati che fotografa il rapporto, come sempre, sono piuttosto gravi.

Il 49% delle donne intervistate dichiara di aver subito violenza economica almeno una volta nella vita, percentuale che sale al 67% tra le donne divorziate o separate; inoltre, più di 1 donna separata o divorziata su 4 (28%) dichiara di aver subito decisioni finanziarie prese dal partner senza essere stata consultata prima. Eppure, la violenza economica è considerata “molto grave” solo dal 59% dei cittadini/e.

COSA POSSIAMO FARE PER ARGINARE QUESTO FENOMENO? 

Da sempre WeWorld, oltre all’elaborazione di dati e ricerche, ritiene fondamentale dare indicazioni pratiche per prevenire, riconoscere e intervenire sulla violenza. Per arginare la violenza economica, messa in atto soprattutto all’interno di relazioni intime o familiari e spesso parte di un più ampio ciclo di violenza intima e/o familiare (fisica, psicologica, sessuale, ecc.), il report suggerisce di prevenire partendo dall’introduzione di curricula obbligatori di educazione sessuo-affettiva e di educazione economico-finanziaria nelle scuole di ogni ordine e grado.

Un piccolo passo per iniziare anche i più giovani a quel rispetto che sta alla base di tutta la nostra società. E che, purtroppo, sembra essersi davvero perso.

 

Read More

A Smart building Expo un focus sulle comunità energetiche rinnovabili

A Smart building Expo un focus sulle comunità energetiche rinnovabili

Cosa sono le comunità energetiche rinnovabili? Che opportunità e potenzialità offrono? Quali benefici portano a livello ambientale, economico e sociale?

Se n’è parlato oggi a Smart Building Expo, la fiera dell’integrazione tecnologica per l’edilizia e l’urbanistica, nel talk ‘Come costruire una comunità energetica rinnovabile e il loro ruolo nel percorso di decarbonizzazione’, a cura della testata Rinnovabili.it .

A confrontarsi Giuseppe Rebuzzini, ceo di MET Energia Italia –  società energetica europea per la quale seguiamo l’ufficio stampa –  e Luigino Bottoni, presidente di Comunità Collinare del Friuli . A moderare l’incontro il direttore di Rinnovabili.it Mauro Spagnolo.

 

MA COSA SONO LE COMUNITA’ ENERGETICHE RINNOVABILI?  

Le comunità energetiche rinnovabili sono associazioni di cittadini, attività commerciali, pubbliche amministrazioni e PMI che si uniscono per produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili. L’obiettivo? Generare energia verde a costi vantaggiosi, ridurre le emissioni di CO2 e lo spreco energetico. 

A muovere la partecipazione spontanea di tutti i soggetti è il desiderio di contribuire alla sostenibilità ambientale ed economica, la sola in grado di accelerare la transizione energetica e contribuire alla decarbonizzazione della società.

UN ESEMPIO : IL PROGETTO ROCER  

Un esempio di comunità energetica rinnovabile è proprio il progetto Recocer della Comunità Collinare del Friuli. Si tratta di una delle prime comunità energetiche rinnovabili italiane nonché la più grande, con oltre 50.000 persone e 15 comuni coinvolti.

Le comunità energetiche rappresentano anche una grande opportunità per la crescita delle PMI. Gli impianti rinnovabili sono realizzati su terreni industriali inutilizzati a vantaggio del tessuto industriale ed occupazionale del territorio in cui operano.

LE POTENZIALITA’ DELLE CER SECONDO MET ENERGIA  

Un aspetto sottolineato da Giuseppe Rebuzzini, che proprio nella piccola e media impresa identifica uno dei target principali di MET Energia Italia.

Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano per il ceo di MET Energia Italia. “Rappresentano un progetto ambizioso e rivoluzionario perché in grado di coniugare produzione e consumo di energia nella stessa area geografica”. Non solo. Partendo dal PNRR, le stime del Politecnico di Milano indicano che entro il 2025 saranno circa 40mila e coinvolgeranno circa 1,2 milioni di famiglie, 200mila uffici e 10mila PMI. “Questi numeri certificano la portata di un business molto rilevante – ha continuato Rebuzzini –  anche se non è semplice definire un business plan ad esse correlato. Mancano ancora elementi importanti in termini di regolamentazione”.

 

 

Read More